Dalmastri Giugni Jacopo
 
Pittore
nato a Bologna nel 1963
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Allievo dell'illustre incisore Luciano De Vita, Jacopo Dalmastri Giugni da sempre indaga il rapporto tra uomo e natura, ricercandone nel profondo le radici, i particolari, il mistero. Come un giovane Turner, Dalamstri Giugni indaga percettivamente il bosco. Allo spettatore l'invito è di accompagnare con trepidazione questo viaggio nell'inconscio, nella zona buia della selva che ci attrae e spaventa nel contempo.
Il segno deciso e sfuggente del pennello di Jacopo avvalora l'insieme del momento magico dell'esperienza, del colore e dell'odore del bosco: l'aria di pioggia, il cielo plumbeo, la notte. Alcune sue opere rischiano l'astrazione totale se non fossimo consci della sua storia, dell'influenza di certa pittura giapponese del secolo scorso, che permette alle tele di Dalmastri Giugni una contemplazione del vero che è priva di ogni valenza negativistica, quasi non-europea in quest'affronto innovativo del tema del paesaggio.
Jacopo Dalmastri Giugni non è fermo nella didascalia della pittura, è uomo del nostro tempo e come tale ci riporta imponentemente nell'importanza del nostro rapporto con la natura. I suoi paesaggi non a caso sono spesso in formato verticale, tengono soprattutto conto della nostra visione, in cui nulla è dato per scontato. Siamo noi esseri umani quelli che devono entrare nel bosco con rispetto, non è più il bosco che si apre a noi orizzontalmente. Il sogno di Dalmastri Giugni è la chiave del mistero nel rapporto tra uomo e natura: tiene conto di tutto, dai più minimi dettagli alla visione coloristica d'insieme, fino ai sottili richiami che rendono l'opera compiuta, che ci compiacciono nel profondo.
Non ci resta che contemplare questi quadri dall'immensa spazialità e riflettere ancora, filosoficamente, come Caspar David Friedrich, sul valore della natura.


 

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